Reggio Emilia e Parma

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Reggio Emilia

E’ possibile visitare quattro città in quattro giorni? La risposta è si, ma con riserva! Si possono visitare ma scegliendo cosa vedere e a cosa rinunciare. A dicembre, mia cugina mi ha proposto di vedere Reggio Emilia, Parma, Ferrara e Bologna (di cui vi ho parlato già in questo articolo) nei 4 giorni a disposizione durante il ponte dell’8 Dicembre. Perchè no?  Avremmo visitato alcune delle città di origine romana che si trovano sulla via Emilia, la via che collegava in linea retta Piacenza a Rimini. Vi racconto la mia esperienza partendo da Reggio Emilia e Parma.

REGGIO EMILIA

Con il treno Italo diretto da Roma ci siamo fermate subito a Reggio Emilia, più piccola delle altre e più facile da girare. Reggio Emilia mi ha colpita molto per la sua semplicità ed eleganza, l’ho girata a piedi con facilità godendomi gli scorci di portici, biciclette parcheggiate ad ogni angolo, la pulizia e la gentilezza delle persone. Reggio Emilia è una città importante per la storia italiana, sopratutto per la sua storia legata al tricolore italiano. Nel 1797 fu esposto qui, per la prima volta, il nostro tricolore e infatti si può visitare anche il museo a lui collegato.

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Oltre alla storia della città, sappiamo tutti che queste zone ci attirano anche per la lunga storia culinaria fatta di formaggi, pasta fresca e ripiena, salumi e vini. La prima cosa che ho assaggiato è stato l’erbazzone (torta salata ripiena di bietole, cipolla, aglio, pancetta o lardo e parmigiano), poi mi sono letteralmente tuffata su salumi e formaggi annaffiati da un ottimo lambrusco. Ho preso l’erbazzone ad una bancarella natalizia in Piazza ma il resto dei piatti citati li ho mangiati all’“Antica salumeria Pancaldi” che, oltre alla vendita diretta dei prodotti, ha anche qualche tavolino per mangiare. Il tagliere di formaggi ovviamente ospitava il Parmigiano Reggiano, uno dei prodotti italiani più amati ed esportati in tutto il mondo. Il tagliere di salumi comprendeva mortadella, prosciutto e ovviamente il pregiatissimo culatello che ho assaggiato per la prima volta.

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Vi consiglio tanto Reggio Emilia perchè ho trovato una bellissima atmosfera di calma e pacatezza, quella che mi aspettavo e che traspare un po’ dai film ambientati in queste zone dove ritroviamo tante caratteristiche reali come l’accoglienza che le persone del posto riservano, lo scorrere lento del tempo, l’eleganza dei palazzi che le regalano un po’ quell’aria da vecchio film che mi piace tanto. Ci sono delle zone che vi consiglio con più enfasi e sono: la Chiesa di San Prospero con la torre al suo fianco che si affacciano entrambi sull’omonima piazza che quel giorno era molto movimentata, poi vi consiglio, come vi dicevo, il museo del Tricolore per conoscere qualche particolare in più, li accanto la Piazza Camillo Prampolini con il palazzo che ospita il Municipio, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Torre del Bordello ed  il Teatro Municipale Romolo Valli che si affaccia sulla piazza Martiri del 7 luglio 1960. Dietro al teatro c’è il Parco del Popolo, da non perdere al suo interno il Cedro del Libano, un albero di ben 130 anni!  Le due piazze che ho citato prima sono collegate tra di loro, e ad altre, tramite un dedalo di portici che sulla mappa vi fuorvierà abbastanza, quindi lasciatela stare e seguite le strade grazie al vostro istinto.

 

Io ho citato solo questi posti perchè sono quelli che ho visto nelle poche ore a disposizione, ne avevo appuntati molti altri, quindi nonostante le dimensioni c’è molto da vedere…finchè gli odori delle panetterie, dei ristoranti e delle salumerie non vi trascinano via!!

Per ulteriori curiosità molto interessanti, vi lascio questo articolo!

PARMA

La sera ci siamo recate con un treno regionale, in 20 minuti scarsi, a Parma, dove avremmo anche dormito, quindi inizialmente l’ho vista all’imbrunire. Il primo aggettivo che mi viene in mente per descriverla è: stimolante.

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Considerate sempre che la prima impressione che ho è influenzata dall’occhio fotografico. Dopo arriva tutto il resto come il mix di stili architettonici che offre, i musei ed i monumenti sparsi qui e la anche dove meno te lo aspetti. La bellezza dei vecchi palazzi  influisce senz’altro, basti pensare al Palazzo del Governatore in stile neoclassico che si trova su un punto molto trafficato di Parma, il Duomo in stile romanico e, affianco, il battistero interamente rivestito in marmo rosa di Verona.  Un altro esempio è il palazzo della Pilotta, una struttura costruita per ospitare i duchi Farnese nel 1850 di cui mi ha colpito in particolare la scalinata interna che porta ai vari musei.

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Palazzo della Pilotta

Un’altra zona molto elegante e stimolante è il Parco Ducale che si trova al di là del torrente Parma. I colori nel periodo fine autunnale hanno di certo aiutato a renderlo stimolante, non riuscivo a smettere di scattare fotografie, mia cugina deve avermi odiato in quel momento, chiedo perdono! Nel parco vi consiglio di fare un salto al Palazzo del Giardino che risale al 1561 e alla fontana del Trianon. E’ un monumento barocco inzialmente destinato alla Reggia di Colorno, spostato nel parco Ducale nel 1920, è in marmo verde e marmo di Carrara, è ispirato alla fontana del Trianon della Reggia di Versailles e, se non si fosse capito, mi piace tantissimo!

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Parma non è solo palazzi, battisteri e musei; è sopratutto rinosciuta per le sue prelibatezze culinarie come il prosciutto di Parma ed il Parmigiano Reggiano. Anche la pasta ripiena, ovviamente, è un piatto importante di Parma come del resto del territorio emiliano. Ho trovato, camminando tra bancarelle natalizie, una che proponeva gli Anolini in brodo di cappone…e che fai non li assaggi? Una generosa spolverata di Parmigiano e ci si riscalda camminando e mangiando. La sera a cena ci siamo fermate alla “Trattoria del Tribunale”, dove oltre al culatello e allo gnocco fritto, ho preso di nuovo gli anolini in brodo ed assaggiato i ravioli alla zucca, il tutto annaffiato dal Lambrusco ovviamente. Non amo molto il vino ma, in questi casi, non si riesce a dir di no! 😀

 

Con soli due giorni non si può vedere tutto ma sono riuscita a capire l’anima di queste due città dell’Emilia di origine romana, che mi hanno colpito tanto grazie alla loro semplice bellezza, tranquillità e pulizia. Da non sottovalutare durante il periodo natalizio in cui è tutto più caotico e festoso.

 

Non dimentichiamoci delle personalità che queste due città ci hanno regalato! Da Parma proveniva Giuseppe Verdi, Giovanni Battista Bodoni abile tipografo che ci ha lasciato in eredità il carattere tipografico omonimo e Attilio Bertolucci, poeta, scrittore e padre dei due grandi registi che conosciamo bene. Reggio Emilia invece ci regalò Ludovico Ariosto, scrittore nato e cresciuto lì, il pittore Antonio Fontanesi, l’attrice Maria Melato ed il cantante Zucchero, nato a a pochissimi chilometri da Reggio Emilia.

DOVE DORMIRE?

A Parma ho dormito al “Residence Liberty”, in una buona posizione tra Parma e la sua stazione ferroviaria. Ho prenotato tramite Booking.com e se utilizzate il mio link per prenotare il vostro soggiorno, vi rimborseranno 15€ dopo aver usufruito della prenotazione e le regaleranno anche a me. Usa QUESTO LINK e prosegui la tua ricerca senza cambiare pagina 😉

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Palazzo del Giardino – Parco ducale
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10 commenti

  1. A Parma ci sono stata l’anno scorso ma non è scoccata la scintilla, non so perché… C’è da dire che ho mangiato benissimo, ma la città non mi ha fatta innamorare. Forse ci devo tornare e darle una seconda possibilità. Reggio Emilia invece non l’ho mai vista e mi ispira moltissimo!

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