IRLANDA 2.0 – La verità sul secondo viaggio da sola

Sono tornata da una settimana ed ho una strana sensazione. Vi capita mai di pensare, dopo un viaggio, di esservelo immaginato? Che nulla fosse reale? Fortunatamente ho le foto che lo testimoniano ed un’esperienza di alti e bassi che non dimenticherò facilmente. Vi spiego meglio…

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Il titolo non è un “acchiappa click”, la verità è che quel 13 settembre, io non volevo partire.

Ho acquistato il volo di andata a fine giugno senza neanche rendermene conto; ad acquisto fatto ho esclamato ad alta voce “Ma l’ho preso sul serio?”. Come se fosse qualche forza invisibile a guidarmi. (usatela come scusa quando fate troppo shopping, sono sicura che qualcuno ci crederà).

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Ho iniziato poi a decidere il tragitto, in poche ore avevo già capito quali città toccare, quale direzione prendere ma non quanto tempo stare fuori. Basterà una settimana? Faccio 10 giorni? Sono 15 signora, che faccio.. lascio? E mentre decidevo e prenotavo, i giorni passavano…Arrivava e andava via luglio, poi agosto ed era quasi ora di partire. Finalmente decido che 13 giorni sono sufficienti e prenoto il volo di ritorno seduta sul pavimento con il pc sulle gambe. Mi mancano ancora i bus da prenotare, le cose da stampare e qualche informazione su cosa vedere e cosa fare una volta arrivata lì. Sembrava non me ne fregasse nulla, ero più confusa del solito e focalizzata su altre cose della mia vita.

La mattina della partenza sono scazzata oltre ogni modo, non voglio prendere l’aereo ( ho un po’ paura di volare ed è il ventiduesimo volo. Il mio numero porta sfiga è proprio il 22), non ho voglia di fare e disfare lo zaino perchè dovrò cambiare hotel circa ogni due notti, non ho voglia di prendere tutti quei bus, non ho voglia di fare nulla. COMINCIAMO BENE!

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Arrivo a Kilkenny ed una grandinata mi prende in pieno. Sono appena scesa dal bus e l’Irlanda mi manda dei segnali? Mi dice che non sono la benvenuta con quel muso lungo o che devo darmi una svegliata? Ci penso tutta la sera e la mattina dopo mentre vago indisturbata nel parco e boschetto del castello della città. Provo ad abbracciare un albero nella speranza che mi dia la risposta che cerco ma nulla, a quanto pare con me non funziona. Comincio ad essere seriamente incazzata perchè non posso stare così in uno dei paesi che adoro di più, in una giornata di sole. Se ho un problema cerco la causa e poi la soluzione; non riesco a farlo scivolare via; ma il tempo è poco e devo capire in fretta cosa c’è che non va.

Il vociare di alcuni bambini mi distrae e attira, tiro fuori la macchina fotografica istintivamente, me la ritrovo tra le mani senza pensarci. Sono 4 o 5 bambini tra i tre ed i dieci anni che inseguono le bolle di sapone che un artista sta creando per loro. La loro gioia mi rimpie il cuore ed un sorriso si fa strada sul mio volto. Mi sento un po’ come il Grinch che avverte uno strano formicolio all’altezza del cuore e, improvvisamente,   ricomincia a battere. Rimango a scattare foto da ogni angolazione per almeno un’ora e poi, tra una risata ed una fotografia, capisco….

Avevo preso questo viaggio come una missione, con delle regole da seguire, cose precise da riportare a casa: tante foto, dei video da riuscire poi a montare insieme, delle storie fantastiche da scrivere sul blog, città e posti che sarebbero finiti qui sopra, visitare dei luoghi mozzafiato per scattare fotografie mozzafiato.

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Ma a me, in quei giorni, non fregava nulla di tutta questa roba, volevo solo vivere il mio tempo libero finalmente in pace, senza regole e seguendo l’istinto proprio come quei bambini stavano inseguendo le bolle di sapone trasportate dal vento. Tutti i giorni seguo regole, orari, capricci delle persone e scadenze; avevo bisogno di liberarmi di tutto questo!

Ecco che, preso coscienza di ciò che mi infastidiva, il viaggio prende una piega completamente diversa.

Zero regole,

zero orari,

nessuna sveglia.

 

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Dite “Ciao” a Patrick!

Vago senza meta tra le vie delle città, mi alzo quando mi pare e mangio dove capita, lasciandomi ispirare dagli odori e dalle vetrine. Parlo con gli sconosciuti per strada e nei pub godendomi il momento. Accantono le preoccupazioni legate alla prima volta in ostello, andrà come andrà…chi se ne frega! Cambio piani durante le giornate e mi ritrovo seduta su una panchina a fissare le barche del porto insieme ad un vecchio signore che sorseggia un tea, seguo consigli di altre persone e accetto inviti momentanei ritrovandomi in macchina con dei bambini ed i loro happy meals presi al McDrive, parlando di colori preferiti e patatine fritte. Accetto un passaggio da uno sconosciuto, Patrick, scoprendo la sua storia e, fidandomi delle sue conoscenze, scopro luoghi e panorami stupendi che non avrei mai raggiunto se non fossi salita su quella macchina; parliamo di pecore, della Black Valley, del Papa (se dici che abiti vicino Roma, succede spesso), dell’Irlanda del Nord, della natura, delle nostre famiglie, del tempo Irlandese. Lascio in valigia la timidezza e scendo in sala comune degli ostelli per poter aggiornare il mio diario e conosco persone alle prese con il loro primo viaggio solitario o il secondo; le motivazioni che li hanno spinti e mi lascio traspostare dalle loro storie tra errori grammaticali, nomi pronunciati male e chiacchiere fino a tarda notte con dei miei connazionali. Mi ritrovo a guardare un finto Donald Trump che intona canzoni all’entrata di un pub. Dimentico di essere in viaggio in un’altra nazione e quando è ora di lasciare anche quella città capisco che pure lì lascerò un pezzettino di cuore. Saluto la ragazza al letto affianco, di cui non so neanche il nome, che sta lasciando la stanza all’alba con l’enorme zaino sulle spalle, e le auguro buon viaggio anche se non so dove sia diretta. Perdo l’orientamento nei boschi e mi perdo. Affronto la mia paura più grande: stare male fisicamente senza nessuno a cui chiedere aiuto. L’affronto con lucidità, rinunce e sarcasmo…come avrei fatto se fossi stata a casa; supero la prova a pieni voti e visto che, per colpa dell’influenza, non ho voce per farmi un mezzo complimento, mi do una pacca sulla spalla!

Un viaggio iniziato in modo confusionario che ha trovato la luce grazie al sorriso dei bambini che mi hanno mostrato cosa volevo veramente.

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Un viaggio senza regole e dettato dall’istinto che mi ha mostrato quanto sia forte il desiderio di vivere esperienze rilassate e vissute al momento. Era il viaggio che sognavo di vivere la prima volta che ero partita da sola e, una volta lasciate le redini che difficilmente mollo, si è realizzato. 

La frustrazione era la conseguenza alla gabbia che mi stavo creando proprio in mezzo ad un’infinita distesa d’erba verde, in una giornata di sole.

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Ho finito con i sentimentalismi ma mi sentivo in dovere di raccontare la verità. Di ammettere che questo è stato un viaggio molto introspettivo, molto più del precedente. Detto ciò, vi aggiorno un po’ sui piani futuri del blog 😀

Allora, il prossimo articolo sarà la quarta ed ultima parte dedicata a Dublino (che è quasi pronta) e poi inizierò a raccontarvi cosa ho visto in questo nuovo viaggio Irlandese, nelle città e nei loro dintorni, cosa mi è piaciuto e cosa non consiglierei, le cose buone assaggiate e qualche aneddoto simpatico 😀

Voi avete mai fatto questi viaggi che si sono rivelati dei veri e propri viaggi mentali ed introspettivi? 😛

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35 commenti

  1. Bellissimo post, molto simile a ciò che ho provato io all’inizio dei 3 mesi ad Oxford. Prima di prendere il volo ero sull’orlo di una crisi, piena di ansie e di piani che mi ero studiata per sfruttare a pieno i giorni liberi. Poi quando ho deciso di sentirmi più libera di godermi il periodo lí, le passeggiate nelle campagne, i viaggi in treno e in autobus per le campagne e i boschi inglesi, allora iniziavo a stare in pace. Personalmente mi ero prefissati troppe cose da fare nel mio viaggio da sola e regole strette su come organizzarmi più qualche altra ansia mia.
    Infine ti capisco pienamente sull’esperienza di stare male ed essere sola, continuavo ad andare a lavoro sperando che passasse invece peggiora o e non avevo nemmeno il termometro, poi dopo che per una notte non ho dormito per quanto stavo male ho chiesto aiuto a gente del posto e ho trovato il modo di farmi visitare. Quindi si dopo i momenti di panico poi basta ricordarsi che in fondo ce la sappiamo cavare e infatti eccomi qui sopravvissuta 😂
    Un abbraccio Ila 💚

    • Ciao tesoro!! Si sappiamo cavarcela molto bene alla fine e sicuramente potremo affrontare anche altro 😀 La tua esperienza è stata anche più lunga e difficile per il lavoro che dovevi fare e condividere casa con altre persone non è mai facile ^_^ Siamo state brave a capire che dovevamo lasciar stare i piani e vivere alla giornata ❤ Un abbrccio a te e grazie per aver letto e commentato! :*

  2. Mi ritrovo completamente in quello che scrivi Ilaria, e sono felice perchè mi sento meno sola!
    Io prima di partire per un viaggio sto malissimo, un misto tra ansia e “voglio stare a casa”. Poi, una volta salita sull’aereo, passa tutto e sono felice di andare ma i giorni prima ti giuro è una tragedia! La settimana scorsa in Scozia mi è successa un pò la tua stessa cosa, sono partita con le idee chiarissime e tutto ben organizzato ma poi, una volta li, non avevo voglia di fare foto, fare video, pubblicare su instagram, su facebook ecc ecc ecc: voevo solo godermi il mio viaggio! Diciamo che mi sono sforzata di dare mie notizie ogni giorno 😉 Se ti può consolare, anch’io sono stata male una delle ultime notti :O
    Comunque, ho seguito il tuo consiglio e mi sono buttata: ho cenato quasi tutte le sere al ristorante da sola e mi è piaciuto un sacco!!!!!
    Un saluto e un bacione!
    Beatrice

    • Ciao Bea!! Nooo, sei stata male anche tu? Cos’hai avuto? Spero tu stia meglio ora ❤ Si esattamente, concordo su tutto quello che hai scritto, non mi andava proprio di seguire tutte le regole solite: fai la foto per ilblog, quella per instagram, ah quella per quell'articolo là, questo posto come lo scrivo sul blog?? BASTAAA XD Ci penserò poi, già è difficile ritagliarci dei mometi per partire, almeno godiamocelo! Un super abbraccio ❤

      • Ahahah guarda, ho mangiato le capesante per cena ed ho vomitato tutta la notte 😛 Il giorno dopo stavo benone, ma è stato orribile! Sai che ogni tanto ero felice di vedere che non c’era campo sul cellulare? Mi dava una sensazione di tranquillità! Ahahah sono messa proprio male!

      • Noooo persino il vomito, che bruttissima cosa!! Però buone le capesante 😂 vedi che alla fine affrontare la cena in pubblico ti ha portato ad affrontare un’altra paura 😄 😂 povera, mi dispiace 😘
        Ahahahhahha ammetto che ogni tanto dava sollievo anche a me 😝

      • Erano buone eccome! Ma probabilmente non troppo fresche 😛 Comunque alla fine cenare da soli non è terribile come pensavo, anzi! Iniziavo a prenderci l’abitudine ed ho mangiato delle cose deliziose 🙂 Quindi grazie per avermi dato un pò di coraggio! Un bacione

      • Ma figurati! SOno contentissima che sei riuscita e non ti sei persa dei piatti super! Solo qui in Italia mi sento un po’ in imbarazzo perchè ti chiedono sempre se sto aspettando qualcuno o deve arrivare altra gente durante la serata T_T
        Dai Aspetto di leggere qualche piatto che ti è piaciuto di più.. Io devo riprovarne a farne un paio tipici irlandesi, una signora mi ha dato qualche ricetta al volo 😀

  3. I viaggi introspettivi sono sempre i migliori!
    Uno dei viaggi più introspettivi che ho fatto è stato quello in Israele e Palestina, non posso definirlo viaggio in solitaria perché pur essendo partita da sola ho raggiunto un gruppo di volontari come me, che seppur sconosciuti, hanno fatto sì che non fossi sola. MI ha dato moltissimo da riflettere quella situazione conflittuale e per noi assurda, per noi che una terra l’abbiamo e che possiamo decidere di amare o odiare, di abbracciare o lasciare…
    Mentre la maggior delusione a livello di introspezione l’ho avuta dall’India. Credevo sarebbe stata molto più significativa di quanto non si è rivelata, ma so le ragioni per cui le aspettative sono state deluse: sono partita ma la mia testa era altrove.
    Lo stare male quando si è soli è ciò che al momento mi frena di più nel prendere e partire. Per una serie di ragioni so che molto probabilmente potrei avere qualche problema di salute quando viaggio e questa cosa mi mette una certa ansia. Di certo anche qui c’entra la volontà di avere sempre tutto sotto controllo…
    Un saluto!

  4. Che bell’articolo!
    E’ vero, spesso assale anche me quella “svogliatezza” di partire proprio a causa del pensiero di spuntare tutte le voci del programma. Hai fatto benissimo a stravolgere i piani e chissene! 😛
    Ciao Patrick! 😀

  5. Sono anni che sogno di fare un viaggio in solitaria, ma ancora non ho trovato il coraggio! Non so neanche io cosa mi spaventa, credo che sia soprattutto la vergogna di dover mangiare da sola o di dover visitare da sola i luoghi, la paura del giudizio degli altri…mi rendo conto che sono paure sciocche, ma per il momento non sono ancora riuscita a metterle da parte! Spero un giorno di riuscirci e di fare un bel viaggio come il tuo 🙂

    • Ciao!!! Io lo dicevo da almeno 3 anni di volerlo fare ma non mi decidevo mai. Poi tanti fattori mi hanno spinta ma, se posso consigliarti, non aspettare di non aver paura perché quella c’è sempre. Ad ogni viaggio nasce sempre qualche preoccupazione. Però, prima di fare un viaggio del genere, ho iniziato a girare tanto da sola dalle mie parti o città italiane e fare cose che solitamente da sola non facevo come mangiare fuori, andare ad un evento, prendermi un gelato etc..
      Inizia dalle piccole cose e poi troverai il coraggio di prenotare quel biglietto aereo 😘😘 grazie per la visita ed il bel commento!

  6. Cara,
    Il viaggio più introspettivo è stato quello in Israele – Palestina, non è stato in solitaria anche se sono partita da sola e lì non conoscevo nessuno perché comunque c’era un gruppo di volontari ad aspettarmi (seppur sconosciuti). Il giorno in cui ho girato da sola per la Città Vecchia di Gerusalemme lo ricordo come uno dei più intensi della mia vita.
    Quello più deludente dal punto di vista dell’introspezione invece è stato l’India: avevo aspettative alte, ma in effetti la compagnia era sbagliata, e sono stata presa di più dal risolvere le magagne tra le compagne di viaggio che dal vivere quei momenti.
    La voglia di viaggiare da sola è sempre più pressante, sento davvero la necessità di camminare da sola per palazzi, musei, strade e giardini, di non dover rendere conto a nessuno dei miei piani e della possibilità di scombinarli a mio piacimento, di sedermi a tavola da sola e magari chiacchierare col vicino…ma come racconti tu mi spaventa molto la possibilità di stare male mentre sono sola, e per una serie di problemucci che mi porto dietro è probabile che succeda…
    PS spero che questo commento ti arrivi, ultimamente sto avendo qualche difficoltà… 🙂

    • Grazie mille per non aver mollato nell’invio dei messaggi e aver condiviso con me le tue esperienze. In Palestina deve essere stato molto bello, sopratutto perchè facevi la volontaria e vivi il viaggio in maniea completamente diversa…
      Mi dispiace invece per l’India; è una delle mete della mia lista e immagino che umore pessimo ti salga quando devi occuparti dei litigi tra i compagni di viaggio anzichè goderti un altra cultura ed un altro paese, così diverso dal nostro poi..
      Si, a quanto pare, la paura di star male è quella che va per la maggiore ma ho visto che non mi sono fatta prendere dal panico. Fortunatamente era una semplice influenza ma anche io ho qualche problemino di salute quindi giro con tanti medicinali ed un po’ di ansia 😀 Grazie ancora Mari ^_^

  7. Che bel post. Grazie per la tua sincerità e credo che in molti si riconoscano. Anche a me è capitato e capita: ma perché ho fatto il biglietto? Sono stata proprio io? E i giorni prima una tragedia. Poi tutto (o quasi) passa. E tutti i viaggi, piccoli o grandi, per me hanno avuto un valore introspettivo. Ciao
    Laura

  8. Ilaria. Ilaria pronto ci sei? Siediti e leggi attentamente. QUESTO È, a mio avviso, IL PIÙ BELL’ARTICOLO CHE TU ABBIA SCRITTO. Ci sei tu dentro. C’è rinascita. C’è voglia di crescere, voglia di indipendenza, voglia di vincere le piccole lotte quotidiane con noi stessi. CI SEI TU. In questo viaggio, ci sei tu. Ecco. Volevo dirtelo. Ti abbraccio. T.

    • Pronto, si ci sono!! 😀 Questo è un bellissimo commento che arriva da una bellissima persona ❤ Ci sono io anche negli altri, solo che mi metto leggermente in disparte per dare spazio a quello che esploro.
      Ho pensato che se avessi scritto un post del genere, avrei dovuto essere me stessa al 100% o niente articolo. Graze ancora Tabita, un mega abbraccio a te ❤

  9. Ti capisco benissimo perché anche a me capita spesso di chiedermi, proprio il giorno prima di partire: “Ma perché? Sto tanto bene a casa”. Forse per un misto di cose: un po’ di pigrizia, un po’ di paura verso un posto nuovo, e a volte anche una certa dose di ansia che mi fa temere di non riuscire a vedere tutto quello che mi ero prefissata di vedere. Come se dovessi fare una maratona, insomma. Poi però ti dirò che i viaggi che mi piacciono di più sono quelli dove non ho nessun appuntamento fisso, niente visite a musei o castelli a orari prefissati, niente tour prestabiliti a cui prendere parte. Forse sarà l’età, ma a questo punto preferisco godermi il posto magari passando anche due ore seduta a un bar a guardare la gente che passeggia. Come dici tu in questi casi si fanno incontri unici.
    Buona giornata ❤️

  10. Concordo con te, penso che la fase del “scatta foto, fai questo, fai quell’altro” sia una tappa praticamente obbligata, dobbiamo passarci per capire cosa vogliamo davvero da un viaggio e cosa ci piace di più. Ecco perché adoro il mio blog, ma sinceramente non voglio diventi una professione, non voglio viaggiare con scadenze, aspettative e ansia da social network. Un abbraccio!

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