Ariccia: Palazzo Chigi

Il palazzo Ducale di Ariccia, in provincia di Roma,è la testimonianza  barocca del potere e del prestigio di una delle famiglie papali più grandi d’Italia: i Chigi.

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Palazzo Chigi e la Collegiata dal ponte

Prima di raccontarvi un’atra città dei Castelli Romani e delle mie zone, volevo puntare i riflettori su questo palazzo che ho avuto la possibilità di visitare qualche mese fa; non so quante volte ci passo di fronte ma solo quest’anno ho approfittato di eventi organizzati _MG_0707dalla regione. Il palazzo era di proprietà della famiglia Savelli prima di essere venduto ai Chigi che gli diedero l’aspetto attuale. Tra 1664 ed il 1672 fu trasformato in un palazzo ducale dallo stile barocco e affidarono i lavori a Gian Lorenzo Bernini e al suo allievo Carlo Fontana. Bernini si occupò anche della collegiata che si trova proprio di fronte il palazzo.

Durante la seconda guerra mondiale, la dimora subì gravi danni e venne aperto anche il suo parco, normalmente ad uso dei proprietari, per permettere la circolazione visto che il ponte fu gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei del 1944. Il Parco di cui vi ho accennato è visitabile, insieme al palazzo, a pagamento se si desidera visitarlo interamente e con l’aiuto di una guida che ci ha spiegato molto bene ogni struttura che si trova al suo interno e la vegetazione. Essendo un parco romantico è tutto lasciato in mano della natura, l’uomo interviene solo per pulire e sistemare quindi non aspettatevi disegni geometrici, aiuole in punti strategici o giochi d’acqua delle fontane; aspetti tipici dei giardini all’italiana o francesi (ormai sto diventando un’esperta di parchi e giardini, ho sbagliato mestiere 😛 ). Al suo interno c’è la struttura di un’enorme uccelliera fatta costruire dai Savelli, che ospitava svariate specie di volatili, dai pavoni ai pappagalli; un reperto di età Tiberina proveniente dalla via Appia Antica e rimontanto nel parco nel 1997, sistemi di irrigazione, le grotte dove veniva custodito il ghiaccio (visitabili) ed altri reperti della zona. Il parco, che si estende per 28 ettari, nasce fondamentalmente come area recintata adibita alla caccia nel XVI secolo e diviene sempre più famoso fino a diventare meta del Grand Tour d’Italie apparendo quindi in molti dipinti e opere degli artisti del Grand Tour come, ad esempio, Turner, Ivanov, Stendhal, D’Annunzio, Goethe ed altri.

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Reperto dell’Appia

Nella foto successiva c’è un classico esempio delle regole che i giardini romantici seguono, oltre alla vista del ponte dal basso. Vedete quell’albero a terra? E’ una pianta che ha ceduto sotto il peso degli anni ma la regola vuole che non venga toccato e così ha fatto le radici anche dall’altra parte, divenendo un ponte per gli animali che non possono attraversare il piccolo corso d’acqua che si trova sotto il tronco.

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Ponte visto dal Parco

All’interno del palazzo che, dopo essere stato venduto allo stato nel 1918, è diventato un museo; è possibile visitare il Piano Nobile (al primo piano), le stanze del Cardinale Flavio Chigi e le areee museali che si trovano al secondo piano del palazzo e sono collezioni donate. Il PIANO NOBILE costituisce la parte maggiore dei 2000 metri quadrati della dimora e ospita, in 20 sale, gli arredi originali del ‘600. Dal 2003 sono visitabili anche le STANZE DEL CARDINALE suddivise in 9 ambienti ed anch’esse mostrano l’arredamento orginale e opere di grandi artisti come Bernini e Baciccio.

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Il Gattopardo

Palazzo Chigi offre inoltre la possibilità di riti civili per matrimoni (avrò la possibilità di assistere tra qualche mese) e relativi ricevimenti, congressi, servizi fotografici, convegni, concerti, esposizioni, mostre e riprese cinematografiche. A proposito di cinema, nel palazzo è stato girata una parte del film “Il Gattopardo” di Visconti. 

Per tutte le info, gli orari, i costi ed i vari biglietti cumulativi e riduzioni che si possono fare per visitare il palazzo vi rimando al sito ufficiale.  

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