Organizzare un viaggio

I viaggi nascono in tanti modi e si realizzano in maniere diverse.

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Le ragioni sono infinite ma la parte, per me ovviamente, più intrigante è sicuramente l’organizzazione. E’ il momento in cui inizio a prendere confidenza con i luoghi attraverso una mappa, una fotografia, un racconto. All’inizio mi piace studiare le cose tecniche e pratiche secondo il budget a disposizione, tipo i trasporti delle città, dove dormire o le zone. Di solito per i trasporti mi affido ai siti ufficiali della nazione che sto per visitare, magari prenotando proprio lì.  Passo poi alle tradizioni, al cibo, alle cose da fare e vedere cercando di creare degli itinerari che mi sembrino familiari una volta arrivata lì. Mi piace sfogliare le guide e leggere i Blog altrui per ricevere consigli e sensazioni sul posto che sto per visitare o qualche dritta su zone nascoste o attività che non sono molto pubblicizzate. Spesso cerco blog o account social di chi si è trasferito lì o ci vive da sempre, cercando luoghi e cose da fare che non attirino troppi turisti e mi aiutino a capire meglio gli usi e costumi di chi mi ospiterà per qualche giorno. Adoro esplorare le mappe per capire come spostarmi, soprattutto a piedi, per raggiungere i vari luoghi d’interesse e ammetto che mi lascio convincere dalle ipotetiche foto che potrei fare o, se sono fortunata ed ispirata, un progetto fotografico da portare a casa. Non vi nascondo che spesso ho proprio un nodo allo stomaco mentre stalkerizzo le strade usando street view o prendo appunti sul taccuino di fiducia che tiro fuori poi durante i viaggi, nei momenti di dubbio. 

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Sono cosciente che è un’attività che non piace a molti perché parlando con altre persone ho notato che l’organizzazione è proprio la cosa più odiosa per loro e che ne farebbero volentieri a meno. Ho iniziato a scrivere questo post sul cellulare proprio dopo aver parlato con l’ennesima persona che mi diceva “No io non riesco, non sono in grado neanche di prenotarmi un treno”; in quel momento ho capito che non è una cosa così scontata come pensavo.

Sono una persona lunatica quindi non posso affermare con certezza assoluta cosa mi piaccia ma posso dire che adoro organizzare tutto nei minimi dettagli anche se poi mi ritrovo a mandare all’aria parte dei piani. Questa parentesi lunatica vale per gli itinerari in città, 11821180_1642369866041228_1538761275_nquando si è fermi lì e non ci si sposta in altri luoghi. Non vale invece per le prenotazioni di alloggi o mezzi di trasporto che devo avere per forza prenotati prima di partire, altrimenti  morirei d’attacchi d’ansia 😀

Più complicato invece diventa quando devo organizzare degli spostamenti di città in città, facendo combaciare mezzi ed orari, com’è stato per esempio per la Scozia.. Una settimana in cui ho dormito in 3 posti diversi, viaggiato su 12 bus, 3 voli aerei e macinato tanti chilometri a piedi nascondendo spesso il viso dietro alla mappa. Adoro però quella sensazione, una volta arrivata, di riconoscere i luoghi e sorprendermi perché spesso sono più semplici di quanto mi aspettassi o più belli. Ovviamente lascio spazio all’improvvisazione, come dicevo prima, proprio per via della mia lunaticità (si dice?) e della curiosità, perdendomi per rincorrere un profumo, uno scorcio, un soggetto interessante.

Ho costantemente bisogno di stimoli perché se entro nel ciclo della routine rischio di impazzire in poco tempo. Non sto esagerando e penso capiti a tantissime persone; ricordo ancora quel periodo in cui non ho viaggiato e scoperto nulla di nuovo per mesi: ero insopportabile.

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Tirando le somme, quello che fa per me è organizzare le basi e lasciare il resto all’umore del momento, decidendo man mano cosa fare, quando è possibile e quando il viaggio in se me lo permette, avendo lui voce in capitolo.

Ammetto però che mi piacerebbe mettermi alla prova in un viaggio non organizzato, dove saprei soltanto il nome della destinazione e nulla di più. Ultimamente ho realizzato di avere questo desiderio e sfida verso me stessa; sarebbe una bella prova e prima o poi lo farò! Una sfida alla volta! 😛

Vi piace organizzare i viaggi? Che tipi siete? Simili a me o lasciate tutto al caso? Prenotate ogni attività da fare minuto per minuto o preferite perdervi tutto il giorno seguendo il vostro istinto? Sono curiosa di sapere le vostre abitudini quindi, se vi va, raccontatemelo nei commenti 😀

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15 commenti

  1. Adoro l’organizzazione! Adoro ancora di più la scelta della meta.. un cercare informazioni a più non posso, annotando nuove mete da scoprire più avanti!
    Poi cercare post di altri blogger, consigli, recensioni! Bellissimo 🙂

  2. Io sono molto simile a te: mi piace tantissimo la parte organizzativa. Adoro cercare gli alberghi, i voli, i ristoranti e anche io passo ore su google maps street view per vedere se la zona mi piace 😉 Ma mi rendo conto che come dici tu non è una cosa che piace a tutti…
    Per il resto, mi piace pianificare quello che vorrei vedere, ma molto spesso poi mi lascio andare all’improvvisazione!

  3. Io AMO la parte organizzativa, è importante tanto quanto il viaggio stesso!
    Non sono una da faldoni, mi limito a fare una lista di cosa voglio vedere (monumenti, musei, negozi, ristoranti), studiare al massimo la mappa per sapere cosa è dove ed appuntarmi tutto sopra; solo una volta che sono sul posto decido come programmare le visite.
    Devo però essere sempre sicura di dove andrò a dormire, ultimamente sono diventata un po’ puntigliosa in proposito!

  4. Ciao Ilaria, che piacere trovare una donna così simile a me…..anche io tra meno di due mesi parto per l’India, ho trovato il coraggio di prenotare il solo volo di andata e ritorno, in mezzo vivrò di momenti senza organizzare nulla. Sò solo che farò 352 km in 15 giorni, sotto il sole cocente tra odori, colori, suoni, e tutto quello che di diverso dalla mia routine c’è… ti seguirò con interesse, qui sento profumo di sorellanza. Un carissimo abbraccio!

  5. Organizzare un viaggio è sempre piacevole; sfogliare e leggere la guida, guardare la mappa, iniziare a vedere i posti, nelle foto degli altri e poi l’emozione di trovarti davanti ai panorami che, dopo averli visti mille volte in foto, sembrano quasi familiari.
    Mi è successo con l’Islanda e la Norvegia e credo proprio succederà ancora.

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