Il Molise in 4 giorni

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Nei miei quattro giorni nel Molise ho scoperto una regione italiana che non viene visitata spesso dagli italiani stessi ma che offre borghi, parchi nazionali e panorami che nulla hanno da invidiare alle altre regioni della penisola. Il Molise esiste ed ha molto da offrire a chiunque volesse fare un giro tra i suoi borghi, la natura incontaminata e le spiagge. Sebbene non siano molto abituati al turismo, grazie a Bedandbreakfast.it ho trovato una sistemazione ad Isernia al Sole Luna B&B dove l’accoglienza è stata molto familiare e alla mano.

Prima di partire mi ero appuntata tutti i borghi e le cose da vedere a pochi chilometri da Isernia e la vicinanza tra ogni punto d’interesse per organizzare un po’ le giornate al meglio anche secondo i gusti della mia compagna di viaggio che, con la sua auto, ha macinato parecchi chilometri nel Molise, seppur rimanendo nella provincia di Isernia.

La prima tappa è stata la piccola Pesche che si erge sul fianco della montagna ed in molti la paragonano ad una libreria. Non c’erano molte persone tranne dei bambini che giocavano a rincorrersi tra le strette vie e le scalinate ripide. La sera rientriamo ad Isernia per scoprire un po’ la città che ci ospita e cerchiamo anche un locale che offra del cibo della zona da assaggiare.

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Porcini e tartufo

Il secondo giorno lo abbiamo dedicato al Santuario di CastelPetroso che avevamo visto dal belvedere di Pesche. Avevamo notato questa struttura circondata dalle montagne ed un signore del posto ci consigliò una visita nell’antico santuario che trovammo quasi deserto eccezzion fatta per qualche altro curioso e dei monaci del posto. La giornata prosegue alla ricerca di un luogo carino e fresco (era luglio) per consumare il nostro pranzo al sacco e lo troviamo raggiungendo il lago di Castel San Vincenzo. Prima di arrivare però troviamo un’indicazione stradale che segnala la presenza di un’abbazia; decidiamo che è presto per mangiare quindi possiamo fermarci a dare un’occhiata anche lì prima di raggiungere la spiaggia del lago e sdraiarci sotto gli alberi (trovate l’abbazia nell’articolo su Castel San Vincenzo).

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Lago Castel San Vincenzo

Il lago è frequentato da alcuni del posto che fanno il bagno o prendono il sole. Siamo rimaste lì parecchio prima di visitare il borgo omonimo, per via della tempertura molto alta, solita del mese di luglio. Il borgo è piccolo e abbastanza deserto quindi ci mettiamo in auto scegliendo un altro posto da visitare visto che abbiamo ancora tempo prima di rientrare ad Isernia. Decidiamo per Fornelli, paesino che fa parte dei borghi più belli d’Italia, e lo giriamo con calma e curiosità. Alcune persone ci osservano e ci salutano mentre siedono fuori casa chicchierando con i vicini; alcuni bambini giocano tra le viette senza badare troppo a noi.

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Anfiteatro Pietrabbondante

Il terzo giorno iniziamo dalla più lontana Agnone e visitiamo il museo delle campane che si trova nella parte più nuova del borgo. Una pioggia scrosciante ci insegue durante gli spostamenti ma noi riusciamo comunque a fare un giro nella parte vecchia e raggiungere anche Vasto Girardi consigliatoci dalla coppia che ci ospitava nel B&B. La pioggia scema un pochino e ci permette di vedere Pietrabbondante e scattare qualche foto dall’alto al temporale che gira intorno e ci colpisce con una pioggerellina leggera mentre visitiamo l’Anfiteatro sannitico che si trova proprio li vicino. Non c’è nessun visitatore, siamo le uniche oltre all’annoiato dipendente alla biglietteria. E’tempo di rientrare e beccare un super acquazzone per strada, quindi decidiamo di cambiarci e scoprire ancora qualche zona di Isernia che non abbiamo visto.

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Bagnoli del Trigno

Il quarto e ultimo giorno salutiamo chi ci ospita e la sua dolcissima bimba per poi raggiungere la perla del Molise, Bagnoli del Trigno. Rimaniamo un po’ deluse per via delle alte aspettative, un appellativo del genere ne crea abbastanza, ma realizziamo che è comunque un borgo molto particolare costruito sulle rocce e dai toni romano-gotici. Mentre discutiamo di quest’ultimo paesino ci dirigiamo verso Venafro, ultima tappa molisana prima di varcare il confine e rientrare nel Lazio. 

Non ho scritto di Venafro perchè abbiamo passato la maggior parte del tempo a cercare un parco o una zona coperta da qualche albero per mangiare il pranzo al sacco e far passare le ore più calde. Purtroppo l’umidità era altissima e, abituate al fresco della montagna, ne stavamo risentendo parecchio. Decidiamo di raggiungere i punti di interesse in automobile ma la prima tappa, il Verlascio (anfiteatro romano), ci lascia deluse per via del suo stato d’abbandono. E’ particolare la sua forma ellittica e posso immaginare i gladiatori nelle strutture che si susseguono una dopo l’altra secondo la sua forma (come il Perlascio a Lucca), ma le transenne e la sporcizia in giro mi lascia basita essendo una delle poche cose da vedere nella città. Tra l’altro non è così facile da trovare nonostante sia nel mezzo del paese; neanche le persone che fermavo per avere indicazioni sapevano di cosa stessi parlando. Decidiamo quindi di vedere il castello Pandone ma, dopo essere arrivata al portone per leggere il cartello, scopro che è chiuso e rimarrà chiuso fino alla mattina successiva quindi ci rimettiamo in macchina e decidiamo, ulteriormente affrante e stremate dal caldo, che è ora di tornare a casa.

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Castello Pandone – Venafro

 

Il Molise conserva tanta storia e luoghi d’impatto che nessuno potrebbe mai immaginare prima di arrivare, ma andrebbero valorizzati maggiormente per permettere a tutti di viverli al meglio. Io vi consiglio caldamente di visitare questa regione un po’ dimenticata e spero di poter tornare per vedere anche la zona di Campobasso e Termoli, oltre ad approfittare della calda accoglienza dei Molisani.

Per ulteriori foto cliccate qui.

 

 

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