Fotografi e fotografie: Vivian Maier

Era da tempo che volevo scrivere qualcosa sui miei fotografi preferiti, quelli che mi ispirano e mi insegnano ogni giorno qualcosa, solo osservando le loro fotografie.

Oggi, in occasione della festa della donna, voglio parlarvi di questa fotografa che ho scoperto recentemente, forse tre anni fa, che mi ha colpita immediatamente per la sua storia ma soprattutto per le sue immagini: Vivian Maier.

vivian-maier-self-portrait

LA SUA STORIA 

Nel 2009 John Maloof, un ragazzo americano, comprò il contenuto di un box, espropriato per legge ad una donna, a soli 380 dollari e all’interno trovò tantissime cianfrusaglie oltre a vestiti, cappelli e scontrini. Quello che si meravigliò di trovare furono dei contenitori con centinaia di rullini e negativi ancora da sviluppare. Le foto che trovò lo colpirono molto e le pubblicò su Flickr; grazie ai tantissimi commenti e apprezzamenti capì che doveva scoprire di più sulla proprietaria delle fotografie e cercare altre foto.

Armenian woman fighting, September, 1956, Lower East Side, NY

Vivian Maier nacque nel 1926 a New York da padre austriaco e madre francese. Quando i genitori divorziarono, lei rimase con la mamma che andò a vivere da una sua amica, nel Bronx, Jeanne Bertrade che aveva già ricevuto dei riconoscimenti per la sua attività di fotografa. Fu lei a trasmettere l’amore per la fotografia a Vivian e sua madre che cominciò a scattare fotografie a sua figlia nel periodo in cui vissero poi in Francia. Nel 1938 tornarono a New York ma Vivian ripartì per la Francia dopo la seconda guerra mondiale. E’ in quel periodo che Vivian inzia a viaggiare per i paesini francesi e scattare fotografie. Quando tornò a New York comprò una Rolleiflex ed immortalò con quella il suo viaggio nel nord America.

 

LE SUE FOTOGRAFIE

vm_childLe foto più belle però, a mio avviso, sono quelle che scattò mentre lavorava come bambinaia a Chicago. I suoi scatti rappresentano la vita quotidiana di ogni ceto sociale perchè scattava fotografie a chiunque e in ogni circostanza. I suoi scatti portano alla luce la vita a Chicago nel periodo in cui lei visse tra le sue strade e sono un vero esempio di fotografia di strada raccontandoci qualcosa in ogni scatto. Su di lei e sul suo carattere sappiamo poco ma si capisce che aveva ottimo spirito di osservazione e sfrontatezza, inoltre scattava delle fotografie a se stessa utilizzando degli specchi o altri superfici riflettenti. Non si sa se avesse mai voluto far vedere le sue foto a qualcuno o se volesse tenerle per se. Nella prima casa della prima famiglia per cui lavorò, trasformò il bagno in una camera oscura per sviluppare i suoi scatti, quindi forse c’era la voglia o l’intenzione di mostrarli. O forse era solo curiosa di guardare quello che aveva immortalato. Tra il 1959 e il 1960 Vivian partì da sola per un viaggio che toccò le Filippine, l’Egitto, l’Italia, la Thailandia, l’India; mi da l’idea di una donna indipendente ed introversa, che amava il mondo e le creature che lo abitano, pur mantenendo occhio critico e coscienzioso. Nonostante fosse a contatto con la borghesia, si nota come l’affascinasse di più ritrarre la realtà della parte povera della popolazione, quelli che lottavano per sopravvivere o semplicemente non venivano notati da nessuno, come se volesse mantenere per sempre quell’aspetto della vita in cui, forse, si rispecchiava di più.

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LE MOSTRE 

Su di lei sono stati scritti libri, girati documentari e allestite mostre in tutto il mondo. Anche l’Italia ha fatto la sua parte e alcune mostre si sono concluse da poco, come quelle a Roma, a Monza e a Milano. Anche quest’anno abbiamo la possibilità di vedere qualcosa dedicato a Vivian Maier.

Dal 17 marzo al 18 giugno al Museo di Roma in Trastervere c’è “Vivian Maier, una fotografa ritrovata”.

Sempre a Roma al 10b Photography c’è “Where streets have no name” di Vivian Maier che è stata prorogata fino al 5 aprile.

A Genova, al Palazzo Ducale, la trovate dal 23 giugno al 24 settembre.

Andrò sicuramente ad una delle due o entrambe e ve ne parlerò, non sono mai andata ad una sua mostra e sono molto eccitata all’idea.

Se sapete di altre mostre dedicate a lei, qui in Italia, fatemelo sapere e l’aggiungerò alla lista.

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SITO UFFICIALE (vivianmaier.com)

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6 comments

  1. Ilaria sei la sua incognita discendente La tua e la sua passione sono uguali Mi piace tanto la fotografia andrò appena possibile a vedere la mostra. Ciao e grazie Marcella

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