Scozia – Inverness in 7 foto

Mi sono accorta, prima di partire, che non c’è poi così tanto nel web su quella che viene considerata la capitale delle Highlands in Scozia, sto parlando di Inverness. La guida me la inseriva nella categoria delle città gradevoli aggiungendo che non fosse molto bella ed inoltre il primo impatto con la città non è stato dei più felici, visto che ho passato ore su una panchina della sua stazione dei bus ad aspettare un cambio di mezzo (vi racconterò l’accaduto in altro altro articolo). L’ultimo giorno della settimana in Scozia lo avevamo lasciato per visitare i dintorni di Inverness e lei stessa ma abbiamo potuto dedicarle solo poche ore prima di salire su un altro bus in direzione Edimburgo.

Detto ciò posso rivelarvi che questo, quindi, non sarà un itinerario per la città ma un racconto di quello che ho visto e provato in poche ore a passeggio per le sue vie in un pomeriggio ventilato di sole stupendo, ripercorrendo la giornata attraverso le foto che ho scattato mentre camminavo.

FOTO 1 – NESS BANK CHURCH

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Questa chiesa  ha attirato la mia attenzione mentre ero al telefono con mia madre, ho scoperto dopo che è di costruzione abbastanza recente (1901) e che ospita una congregazione piuttosto antica formatasi nel 1787 proprio ad Inverness; per un periodo ha smesso di esistere finché la comunità non ha ripreso ad incontrarsi anche senza una sede. Si riunivano all’aria aperta, nelle case delle persone e in altri edifici, finchè non venne realizzata questa stupenda costruzione su Ness Bank dall’architetto William Mackintosh. E’ in stile neogotico (ecco perchè ha attirato la mia attenzione) ed è costruita in arenaria rossa.

FOTO 2 – IL FIUME NESS 

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Inverness è attraversata dal fiume Ness che nasce dal più famoso Loch Ness. La città si trova nei pressi della foce del fiume: il Moray Firth. E’ un fiordo del Mare del Nord che ospita sulle sue rive anche altre città oltre ad Inverness perchè con i suoi 800 km è il fiordo più esteso della Scozia e accoglie anche il fiume Spey. Il Ness taglia a metà la città, motivo per cui ci sono molti ponti che collegano le due parti dell’abitato e le isole Ness che si trovano nel fiume. Sono spesso visitate da chi vuole farsi una passeggiata nella natura ed osservare i vari tipi  di vegetazione che si trovano lì. Oltre alle persone che passeggiano, noterete alcuni pescatori sulle rive del fiume intenti nella loro attività; il Ness infatti offre una grande quantità di salmone anche se ho letto che c’è la possibilità di avvistare anche le foche. Il fiume Ness è famoso è anche per il primo avvistamento del mostro di Loch Ness che a quanto pare avvenne proprio qui nel 565, poi deve essersi spostato nel lago per avere più spazio per nuotare e non essere infastidito da foche in cerca di attenzioni, chi lo sa?

FOTO 3 – IL CASTELLO 

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Sulla collina, un po’ come accade ad Edimburgo, impereggia il castello di Inverness risalente al 1847. Sembra abbastanza recente per essere un castello scozzese, ma ormai so quanto la storia del paese sia sanguinosa e violenta quindi non mi sorprende scoprire che l’attuale castello fu costruito sulle macerie del precedente, distrutto durante le rivolte giacobita nel 1746. E’ costruito anch’esso in arenaria rossa e non è aperto al pubblico perchè ospita la corte suprema, gli uffici del comune ed il tribunale distrettuale. Quest’ultimo occupa il posto che un tempo era adibito a prigione della città.

FOTO 4 – LA CATTEDRALE di ST. ANDREWS

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Dalla collina, sebbene non si possa visitare il castello, si ha però una stupenda veduta della città e mentre la osservavo ho notato questo edificio che altro non era che la cattedrale di St. Andrews. Dal 1866 partì la costruzione del primo edificio religioso in tutta la Gran Bretagna dopo la Riforma religiosa che si era svolta in quell’anno. E’ in stile gotico nonostante risulti un po’ “cicciotta” (passatemi il termine), questo è dovuto al cambio di rotta del progetto che prevedeva la costruzione di guglie e torri. Oltre alla cattedrale, del panorama mi aveva colpito il colore delle colline sul retro, il modo in cui cambiavano tonalità appena appariva un raggio di sole. Una cosa che avevo notato anche dal finestino del bus mentre attraversavamo le highlands ma non smetteva di affascinarmi e rilassarmi.

FOTO 5 – L’ISOLA  PEDONALE 

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Scesi dalla collina ci siamo lasciati ispirare dal caso e trascinare dalle voci sempre più vicine. Siamo capitati nell’isola pedonale della città e zona molto affollata direi, almeno è questa l’idea che mi ha dato confrontandola con il resto che sembrava quasi disabitato. Un’improvvisa immersione nel piccolo caos costellato di negozi, turisti, gente a passeggio e molti artisti di strada, in maggioranza musicisti e cantanti. Il marciapiede in mattoncini cullava i nostri piedi stanchi che si trascinavano da ore ma non siamo riusciti a fermarci e abbiamo percorso tutta la via pedonale sbirciando qua e là le vetrine dei negozi e dei ristoranti, le classiche architetture degli edifici e l’andirivieni delle persone; cercando di non perdere nessun dettaglio.

FOTO 6 – IL VICTORIAN MARKET 

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Non ricordo assolutamente dove, come e perchè ma ricordo, ad un certo punto della giornata, di essere entrata in un mercato coperto assai particolare in pieno stile vittoriano. Ricordo con particolare affetto di aver scattato una sola foto nel Victorian Market e per un particolare motivo: non potevo tornare a casa senza aver immortalato uno scozzese in kilt. Vidi lui proprio fuori dal negozio di tartan e, con un sorriso sornione, scattai la foto con  velocità. Questo mercato, costruito nel 1890,  ospita negozi di ogni genere, dalle calamite per turisti a sarti, ferramente, pasticcerie e parrucchieri ma molti di questi erano chiusi. Un vero peccato perchè avrebbe avuto tutta un’altra atmosfera se avesse avuto molti più negozi aperti, ma forse la presenza di un grande centro commerciale a pochi passi deve aver avuto un effetto negativo su un pezzo storico del genere. Andava visto per la bellezza dell’edificio ma l’atmosfera era abbastanza desolante.

FOTO 7 – IL PUB

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L’ora di risalire sul bus era quasi arrivata, i piedi facevano male e lo zaino stracolmo sulle spalle cominciva a  pesare più del suo reale contenuto; uno sguardo ci è bastato per capire che avevamo bisogno di sederci e lo facciamo in un pub. Non ci sono posti al tavolo ma il bancone era libero così abbiamo ordinato qualcosa da bere e abbiamo riposato per un po’. Il Phoenix Ale House non è il pub più famoso di Inverness ma è sicuramente è in linea con gli altri pub scozzesi grazie al classico bancone a ferro di cavallo decorato dagli spillatori di birra. Inoltre era frequentato da persone della zona, eravamo gli unici due turisti, che guardavano in tv uno degli sport preferiti dagli scozzesi: il rugby. Ora voi dovete sapere che io non amo molto lo sport, non amo guardarlo e meno ancora praticarlo ma alle scuole elementari decisero che lo sport obbligatorio sarebbe stato il rugby quindi, anche se in maniera leggera, posso rivelare con fierezza di averlo praticato. E aggiungo che non ero neanche tra le ultime scelte quando il capitano sceglieva i membri della sua squadra, quindi non facevo  così schifo come si potrebbe pensare.  Questo fatto, comunque,  mi ha permesso di seguire la partita insieme alle altre persone nel pub e sorridere dei commenti e delle facce concentrate.

 

Qualche ora ad Inverness è servita per rimpiangere di non avere più tempo da dedicarle, per poter vedere cos’altro ha da offrire e, perchè no, viverla anche dopo il tramonto. Una città che si gira bene passeggiando grazie alle sue piccole dimensioni, ma che appare come una metropoli comparata  al nulla e ai piccoli villaggi delle Highlands. Sicuramente un’ottima base per visitare l’estesa area del nord della Scozia e i vari villaggi disseminati tra uno specchio d’acqua ed un fiume. Posso decisamente affermare che la guida si sbagliava e smentire con forza il suo “gradevole ma non bellissima”. 

 

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