In Irlanda (il paese dei sognatori) – Recensione

<< Nella migliore tradizione del viaggio sentimentale, questo libro non è una guida ma una dichiarazione d’amore >>

E’ stata questa frase che mi ha convinta ad acquistare il libro mentre vagavo su Amazon cercando qualcosa, inerente all’Irlanda, da leggere.

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Ho viaggiato con Hans Tuzzi, l’autore, come se fossi stata realmente lì in auto ad ascoltare le storie del paese guardando fuori dal finestrino il paesaggio che descriveva.

Hans è autore di svariati libri ma non lo avevo mai sentito nominare finchè non ho trovato questo suo libro dedicato all’isola di smeraldo. La descrizione prometteva un libro diverso dalle solite guide di viaggio e aveva completamente ragione. Non è una guida, sebbene segua un itinerario on the road, ma è un racconto di viaggio, quindi include descrizione spettacolari di luoghi mai visti e di posti che conosciamo per fama; racconta anche il lato culinario delle cittadine visitate e le interazioni con le persone del posto. La cosa più importante che però lo differenzia da una semplice guida sono le tante, anzi tantissime, curiosità riportate in ogni singola pagina. Non parlo di leggende, citazioni storiche o letterarie ma di vere e proprie nozioni di ogni materia esistente sul pianeta. La sua cultura è qualcosa di davvero invidiabile anche se spesso ho fatto fatica a registrare ogni informazione perchè sono davvero numerose e, spesso, si susseguono in un unico paragrafo. Il mio cervellino ha fatto gli straordinari ma è stato illuminante scoprire tante cose e seguire il flusso incontrollato di pensieri che proviene da un essere umano in un racconto di viaggio. Ho notato che spesso riporta annotazioni o descrive monumenti che ha disegnato (almeno così ho intuito) e questo mi ha fatto sorridere più di una volta perchè anche io prendo appunti in viaggio; ho iniziato da poco a farlo ma lo trovo rilassante e rassicurante soprattutto quando sarà il momento di scrivere o soltanto di voler rivivere quel bel momento. Mi ha fatto pensare a quella fredda serata a Vienna, quando ero seduta su quella panchina da sola, e prendevo appunti con la matita sul taccuino, scrivendo cosa avevo mangiato quel giorno, cosa avevo visto e se mi era piaciuto. Un’altra cosa interessante sono i disegni: non ho mai avuto tempo per riportare su carta qualcosa, da fotografa mi viene spontaneo utilizzare la macchina fotografica per avere un ricordo, per immortalare il momento; da disegnatrice a tempo perso mi chiedo perchè io non ci abbia mai pensato. Una questione di tempo? Probabile.. Pigrizia? Molto più probabile. Grazie a questo libro proverò a disegnare quello che vedrò nei prossimi viaggi.

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Un libro che consiglio a chiunque voglia visitare l’Irlanda, un’aggiunta ad una semplice  guida. Per chi ama questo paese, la sua storia e le sue persone. Ma lo consiglio anche a chi è semplicemente curioso e  riesce a tener testa alle tante informazioni contenute in questo diario di viaggio.

 

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