Molise: Bagnoli del Trigno

Proseguiamo l’avventura in Molise parlando di questo paesino in provincia di Isernia: Bagnoli del Trigno.

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Me lo hanno consigliato in molti, dicendomi che viene considerato “La Perla del Molise”, quindi non potevo perderlo. Dopo una strada lunga e tortuosa sono arrivata in questo paesino dalle origini incerte; a quanto pare non si sa come sia nato e varie leggende sono legate alla sua nascita. Alcuni dicono che sia stato fondato da un Duca, altri dalle tribù che volevano difendersi dalle invasioni barbariche. L’unica cosa certa è che dal Medioevo si hanno notizie più concrete e che, negli anni, è passato di mano in mano fino al Regno d’Italia.

Mi sono addentrata nei vicoli, come faccio di solito, cercando di vedere anche gli angoli nascosti ma stavolta non ho avuto una sensazione di meraviglia. Ho trovato il borgo abbastanza spento nonostante le molte persone nella grande piazza che ospita qualche negozietto; le vie desolate, nulla di particolare che mi abbia fatto concordare con il suo soprannome. Ho anche fermato una ragazza per chiederle se il Castello Sanfelice, che troneggia dall’alto anch’esso costruito su speroni di roccia, fosse visitabile ma con desolazione ha risposto che è aperto solo in agosto e per qualche evento.

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A proposito di eventi…Di questi, però, ne è pieno! Tra maggio e settembre è ricca di feste e celebrazioni oltre alle famose “Ndocce” (torce di fuoco)  nel periodo natalizio, come quelle di Agnone.

Il castello è una roccaforte di origine medievale rimasta inalterata, presubilmente fino _mg_9478alla seconda metà del ‘500, anni in cui la famiglia SanFelice entrò in possesso modificandone la struttura. Nel 1985, quando era ormai un rudere, venne donato al ministero dei beni culturali. Della struttura originale ora rimangono solo le mura perimetrali e quelle portanti.

Per capire meglio la bellezza del Borgo, bisogna addentrarsi nella parte bassa, dove per esempio sorge la Chiesa di San Silvestro, del tredicesimo secolo, incastonata tra due speroni di roccia, o del suo campanile  che sembra nascere dalla pietra, o del suo caratteristico portale romanico-gotico. E bisogna guardarlo da lontano per capire il perchè del suo nome, quel campanile che da lontano sembra un fiore che si è fatto strada attraverso la roccia e, con le case disposte lungo gli speroni di pietra cruda, ricorda un presepe, lo immagino in una visione notturna illuminato dalle luci calde dei lampioni. Mi rendo conto di non averlo guardato nella sua interezza come se l’avessi giudicato solo dai dettagli e improvvisamente capisco il significato del nome attribuitogli.

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L’unica pecca è che ci sono poche informazioni su questo borgo, la sua storia e le caratteristiche dei monumenti. Non sono poi così abituati al turismo, non c’erano altre persone che stavano visitando il borgo, oltre a noi, e nonostante sia un peccato, era anche consolatorio pensare che tutte le persone lì erano di casa e si stavano comportando come un qualsiasi altro giorno dell’anno senza badare a turisti e sconosciuti. Fateci un salto se siete in quella zona, è sicuramente da mettere in lista. 

Cosa mangiare in Molise? Ecco qualche piatto ed ingrediente tipico assaggiato nella regione 😀

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