Molise: Castel San Vincenzo

Continua il racconto dei giorni alla scoperta del Molise

Stavolta parlerò di CASTEL SAN VINCENZO, nella valle del Volturno, della sua Abbazia e del bellissimo lago artificiale ai piedi del borgo.

La prima cosa che ho visitato è stata l’Abbazia. Non era in programma ma abbiamo visto la segnaletica e ci siamo dirette nella direzione consigliata. L’abbazia di San Vincenzo al Volturno nasce tra il terriorio di Castel San Vincenzo e Rocchetta a Volturno. Fu Tommaso di Moriana a suggerire la posizione della costruzione, stessa posizione in cui vi era un oratorio dedicato al santo. Nell’848 per colpa di un terremoto, l’abbazia subì gravi danni ma non fu ricostruita fino al 914 e ricostruita ancora dopo un ulteriore sisma nel 1349. Nel 1669 passò definitivamente nelle mani dei monaci di Cassino. Oggi si possono vedere ancora resti di insediamenti romani proprio di fronte all’edificio, le mura ed il colonnato. L’interno è in evidente restaurazione ma si possono vedere ancora alcuni affreschi che rappresentano le scene più importanti del vangelo.

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Il BORGO di Castel San Vincenzo è molto piccolo, solo 500 abitanti circa ma è il più importante nel Parco Nazionale di Lazio, Abruzzo e Molise. I primi insediamenti risalgono al 942 ma probabilmente sono anche antecedenti questa data viste le costruzioni già esistenti come l’antico oratorio e l’importante abbazia già citata. La consolidazione del Borgo, soprattutto la sua posizione, si riconduce all’epoca Normanna in cui i villaggi erano costretti a spostarsi in alto cercando protezione.  Apparentemente il Borgo è l’unione di due comuni, Castel San Vincenzo appunto e Castellone che fungeva più che altro da carcere, con funzioni amministrative e giudiziarie. L’unione avvenne intorno al 1928 e si può notare anche dall’aspetto del paese che possiede due piazze principali e due chiese, una per ogni comune.

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Il LAGO artificiale, creato nella fine degli anni cinquanta per ricavarne energia idroelettrica, è integrato benissimo con la natura del territorio, infatti a prima vista può sembrare un lago naturale. L’acqua arriva dai torrenti della montagna Spaccata di Alfadena e Barrea che possiede anch’essa un lago artificiale creato per gli stessi scopi. Il lago possiede piccole spiagge per i coraggiosi nuotatori, una zona dedicata al camping, un maneggio e ospita un po’ di fauna acquatica per chi ama la pesca. Io ho approfittato di questo posto per consumare il pranzo al sacco, riposare e stare lontana dal sole delle ore più calde grazie ai molti alberi che circondano le rive del lago.

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Ottimo connubio per chi ama immergersi nella natura e passeggiare osservando la storia che circonda il Borgo e l’abbazia.

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