Venezia – Sestiere di Dorsoduro

Venezia è un concentrato di arte e luoghi d’interesse nel minimo spazio. Ne uscirebbe un articolo lunghissimo, quindi ho deciso di dedicarne uno ad ogni Sestiere. Dopo aver parlato di Cannaregio e di S.Marco, proseguo il racconto con Dorsoduro.

_MG_8371

E’ il sestiere che mi è piaciuto di più per svariati motivi. Qui ho trovato  degli scorci più antichi da fotografare, pochissimi turisti ma tante persone del posto ed il bacaro più buono (se non sapete di cosa parlo cliccate qui).

Si estende nella parte meridionale di Venezia e il suo nome pare derivi dal terreno meno morbido, più duro appunto, rispetto alle altre zone della città. Si trova accanto ai sestiere di S.Polo e S.Croce, di cui parlerò in seguito,  è collegato a quello di S.Marco tramite il Ponte dell’Accademia e comprende anche l’isola di Giudecca che purtroppo non ho visitato, non ci stavo proprio con i tempi.

_MG_8404(Rio di S.Trovaso e chiesa omonima)

Fa strano pensare che questa è la zona che si popolò prima della più famosa  Rialto dove il mercato raccoglieva un bel numero di persone. Ha molti punti di interesse, sopratutto chiese, come in tutta Venezia, vediamo quelli più importanti e dove mi sono fermata io.

_MG_8349

Come sempre consiglio di non fare le strade consigliate dalle cartine ma perdersi per i vicoli, in questo caso “Calle” , ed inizio con il consigliare la Chiesa dei Carmini passando per il Campo dei Carmini ma soprattutto attraversando in precedenza Campo Santa Margherita, delizioso. La chiesa era chiamata S. Maria Assunta e fu consacrata nel 1348; nonostante l’impronta gotica non lo sembra molto per via delle continue modifiche e restauri, l’esterno è in stile rinascimentale. Il campanile che svetta alto è stato aggiunto nel 1676.  Proseguendo la passeggiata sono passata di fronte altre due chiese, quella di San Angelo Raffaele e quella di San Sebastiano. Quest’ultima, sempre in stile rinascimentale, possiede al suo interno un organo storico del 1763.

_MG_8476In Campo S.Barnaba, la Chiesa omonima, in stile classico, merita una visita anche se l’aspetto attuale è il risultato di rinnovamenti avvenuti nel tempo, l’edificio è molto più vecchio, si pensa sia stato edificato nel IX secolo al posto di un altro  ancora più antico. Anche la zona ed il campo meritano una passeggiata, infatti era piuttosto affolato a differenza di altre zone.

Passando tra i vicoli ed i ponticelli che caratterizzano Venezia, si arriva facilmente alle Fondamenta Zattere al ponte lungo, dove ci si affaccia direttamente sul canale della Giudecca. Non ci si dimentica mai di camminare praticamente sull’acqua ma, arrivando qui, se ne ha la conferma osservando l’isola di Giudecca che sembra così lontana, soprattutto quando ti ritrovi a guardare una nave da crociera andare verso il porto e le persone sopra così minuscole. Passata la meraviglia per quello che stavo guardando sale il pensiero e lo sdegno nel far passare una nave così grande in un corso d’acqua che alla fine non è altro che un canale. Comunque da qui, precisamente da SAN BASILIO e ZATTERE, partono i vaporetti che portano anche su Giudecca sul Canal Grande e sull’isola di San Giorgio maggiore.

_MG_8390(Giudecca da Fondamenta zattere ai Gesuati)

Rientrando verso la Chiesa di San Trovaso, si arriva nel Campo Carità dove si trova il famoso Ponte dell’Accademia che, come dicevo, collega a S. Marco. Il ponte attuale sostituisce quello del 1854 costruito per abbreviare il percorso che avrebbe portato alla nuova stazione ferroviaria, l’attuale Santa Lucia. Dopo circa sett’anni è ancora lì ma ci sono varie campagne di sensibilizzazione per sistemarlo visto che è stato costruito in legno ed è stato anche vittima di incendi. Il Ponte è amatissimo infatti, soprattutto dai turisti che si fermano li sopra per fotografare il canal grande come ho fatto anche io. _MG_8418La zona è molto affollata, diversamente dalle zone precedentemente attraversate, per la presenza dell’Accademia delle belle Arti. Troverete folla anche verso il Rio Pietre, grazie alla presenza del PalazzoVenièr dei Leoni, cioè il Peggy Guggenheim ed il vicino palazzo Dario. Andiamo con ordine; il Peggy possiede pezzi d’arte europea ed americana della nipote del collezionista d’arte Solomon R. Guggenheim nella casa che era proprio di sua proprietà. Il Palazzo Dario o Ca’ Dario è descritta come una delle dimore di affascinanti di Venezia insieme a Ca’ D’oro.e persino Monet la usò in un suo dipinto. Si trova proprio accanto al palazzo Venièr ed è famoso per la presunta maledizione che colpisce ogni_MG_8420 residente o proprietario. Giovanni Dario, un ricco mercante di origini dalmate, la fece costruire per la figlia come dote di nozze.  La presunta maledizione pare riguardi la fine dei suoi proprietari, alcuni finiti sul lastrico altri morti di morti violente. Marietta ad esempio, la figlia del suo primo proprietario si suicidò dopo la bancarotta del marito Vincenzo Barbaro che morì accoltellato. Dopo la vendita dei suoi discendenti la maledizione ha colpito Abdoll che fece bancarotta e dovette vendere a sua volta. Anche Rawdon Brown fece la stessa cosa per mancanza di soldi. Passò di mano in mano finchè non venne acquistata dal ricco Charles Briggs che però scappò da Venezia per via delle voci riguardo la sua omosessualità, andò in Messico dove il suo compagno si suicidò. Ca’ Dario rimase parecchio senza proprietario vista la sua fama e la sorte che colpì anche Mario del Monaco che stava venendo a Venezia per chiudere la transazione d’acquisto. L’incidente e la lunga riabilitazione lo persuasero a rinunciare all’acquisto. Il successivo proprietario fu assassinato al suo interno, un altro fu arrestato per droga, il successivo fece un crack finanziario, quello dopo si sucidò, un altro morì di infarto dopo averla affittata. Insomma, se si crede o no alla maledizione, c’è però da ammettere che si porta dietro una bella scia di disgrazie 😛 Per fortuna anche Woody Allen ha rinunciato all’acquisto!

_MG_8411(Canal Grande dal Ponte dell’Accademia)

P_MG_8440assando accanto alla Ex Chiesa S.Gregorio, si arriva a Punta della Dogana, una sottile punta di terra che si affaccia sia sul Canal Grande che sul Canale della Giudecca, da dove si vede benissimo piazza S.Marco. Prende il nome dalla Dogana da Mar, edificio triangolare che fungeva proprio da dogana ai tempi della Repubblica di Venezia per via dei numerosi scambi e traffici commerciali. Un altra importante costruzione che si nota anche da lontano è la Basilica di Santa Maria della Salute, in architettura barocca, eretta come ringraziamento per la liberazione dalla peste che nel 1630/31 colpì quasi tutta la popolazione.

 

_MG_8435(Piazza S.Marco da Punta della Dogana)

Questi sono i luoghi d’intresse che di cui ho voluto parlare ma Dorsoduro è stato il mio preferito per la sensazione che provavo mentre camminavo tra le sue calle, passavo su i suoi piccoli ponti, usavo sottopassaggi che finivano quasi sempre a casa di qualcuno. I  turisti ed il loro vociare spesso invadente non permettono di godersi un angolo in solitudine, ascoltando il silenzio o le chiacchiere di chi li ci abita, di chi discute di problemi quotidiani e vive la città nella sua interezza. Visitate Dorsoduro godendovi i suoi scorci deliziosi, i silenzi ed i panni stesi… testimoni della quotidianità.

 

 

A presto con un nuovo sestiere! 😉

Annunci

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...