Mangiare economico a Venezia. Tra Bacari e Street Food

In ogni viaggio cerco di mangiare come le persone locali, quanto più possibile almeno. Nel caso di Venezia, dovevo stare attenta anche ai costi e alle trappole per turisti..

Informandomi un po’ ho scoperto qualche ricetta tradizionale, soprattutto con il baccalà che purtroppo non mi è mai piaciuto, e quindi sono andata alla ricerca di questi piatti tradizionali, tipici e fatti con le materie della zona. Risultato? Zero. Neanche uno..L’unica cosa che ho trovato a prezzi esorbitanti era il baccalà ma, come già detto, fa parte della lista dei pochi cibi che non gradisco. Di solito la parte culinaria del viaggio è molto importante ed ero un po’ delusa; avevo quasi voglia di bussare al portone di una casa e chiedere di pranzare da loro. Mi fermavo ovunque per leggere il menu ma quello che trovavo erano sempre piatti che si possono trovare un po’ ovunque, tipo l’amatriciana (scusate vado a mangiarla ad Amatrice questa), Pasta al pesto e con vari sughi…Mmmhhh…Stavo rinunciando alla parte gastronomica del viaggio quando incontro lungo la strada tantissima gente che, piatto in mano, mangiava e beveva lungo un piccolo canale. Incuriosita entro nel locale di fronte alla folla e mi trovo ad osservare tantissimi spuntini di ogni gusto: ero entrata in un Bacaro.

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I Bacari sono osterie semplici, di solito con pochi posti a sedere e senza piatti particolarmente elaborati. Questi nella foto vengono chiamati “cicchetti” e si possono accompagnare a bicchieri di  vino (ombre o bianchetti). Ottimissima alternativa, visto i costi bassi e la vastità di scelta tra i gusti proposti. Di Bacari ce ne sono tanti, in ogni sestiere e di vario genere. Alcuni servono anche piatti un po’ più elaborati tipo insalate di pesce ed alcuni possiedono tavoli con camerieri. I Veneziani, li frequentano soprattutto nell’orario dell’aperitivo ma ammetto di averne trovati ad ogni ora. Ne ho provati due, uno a Dorsoduro “Cantine del Vino Ca’ Schiavi”, eccellente,  ed uno in Santa Croce “Bacareto da Lele”.

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Inoltre, un’altra grande risorsa nei viaggi è lo Street Food, che ha origini antichissime e spero non smetta mai di esistere. In questo caso, ho scelto di mangiare frittura e polenta bianca, mentre mi dirigevo in piazza S.Marco. Era così buono che ne volevo dell’altro ma mi aveva saziata, era parecchio e l’ho mangiato lentamente vista la temperatura della polenta che rimaneva calda sotto al pesce. Insomma sono riuscita a mangiare spendendo poco ed assaporando gusti diversi ed appetitosi anche se volevo assaggiare anche Risi e Bisi, il Radicchio, le Schie (gamberetti tipici veneti) che non ho trovato da nessuna parte, le moleche (piccoli granchi) etc..La prossima volta cerco qualcuno che me le cucini a casa, facciamo prima! 😀

Se volete, questo sito ha un vasto elenco di Bacari in ogni sestiere, utile prima di partire.

 

Cercate un itinerario a piedi per tutta Venezia? Qui trovate quello che ho fatto io 😉

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