A voi la parola! – Il luogo preferito di Alessandro

Ecco il primo articolo, spero di una lunga serie, sul VOSTRO “luogo preferito”!! Ve ne avevo parlato qui ricordate? 🙂 In questo caso Alessandro, che ringrazio tantissimo, ha deciso di partecipare e di raccontarmi/ci il suo luogo preferito, aggiungendo anche qualche suggestiva foto! Spero lo farete anche voi… Buona lettura!

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Quello strano mondo chiamato ferrovia.

Quando Ilaria mi ha chiesto di scrivere al riguardo del “mio luogo preferito”, ho subito accettato sicuro di aver le idee molto chiare, e invece… come è stato difficile scegliere! Dopo aver passato al setaccio tutti i luoghi dove sono solito fare foto, dove sono solito rilassarmi e tornare volentieri, ho deciso di parlare del posto più semplice (e alla fine, per chi mi conosce, il più scontato) dove mi sento a mio agio nel fotografare e stare sereno: la Ferrovia, con le sue stazioni, piene di atmosfere, ed i suoi treni, carichi di persone ognuna con la sua storia.

Sembra assurdo che il luogo che più mi faccia sentire a mio agio sia alla fine un luogo dai più bistrattato, ma come non dare ragione alle persone che si muovono per lavoro o per necessità e che quindi rimangono vittime di attacchi di urticaria non appena si nomina la parola “treno”. Come luogo la ferrovia non si può dire vasto, ma vastissimo, e grazie ai viaggi studio e quelli fatti in solitaria ho potuto visitare molte città spostandomi in treno, ed ho potuto assaporare le differenze e le omogeneità tra le stazioni che sono solito frequentare a Roma e dintorni e quelle a me straniere e lo stesso ho fatto viaggiando su treni diversi dai soliti che prendo abitualmente. È per questo, (ed è stato difficile scegliere anche questi “luoghi nel luogo”) che ho deciso, brevemente, di parlarvi di 4 “posti” che mi hanno particolarmente colpito per quello che è il mio essere appassionato del mondo ferroviario:

-La panchina del Binario 24, Stazione Tiburtina

-La stazione del Brennero

-Il passo del Bernina, con il suo Bernina express

-Il Transalpin da St. Veit a Innsbruck.

La panchina del binario 24, ma stai fuori?

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Beh sicuramente, uno che va in giro per stazioni per rilassarsi non è proprio il massimo della sanità mentale, ma è un luogo che personalmente adoro con tutto me stesso. È un luogo dove passo, volente o nolente, spesso: ci vado quando devo incontrare altri amici appassionati come me per aspettare qualche treno “fuori dal comune”, e ci vado al volo quando magari torno da qualche viaggio o commissione che mi veda passare da Tiburtina, giusto per sedermi sulla panchina su cui sono solito preparare la mia reflex per scattare qualche foto. Non mi sento di elevarmi alla categoria di fotografo perché sarebbe un insulto a chi fa della fotografia arte, (come chi, composto un mobile di ikea di sente architetto d’interni) ma fare foto mi piace ed è un modo, a mio dire, di poter portare un qualcosa del passato sempre con me (un po’ come cantano gli zero assoluto nella canzone “sei parte di me”, quando, nel ritornello, cantano “e per ogni giorno, mi prendo un ricordo, che tengo nascosto, lontano dal tempo, insieme agli sguardi veloci, momenti che tengo per me). Al binario 24 ho fatto prevalentemente foto orribili, complice alla fine il “vedere e non vedere” il treno che arriva. È una semplice panchina su cui ho passato pomeriggi e mattine felici con amici, parlando del più e del meno, ma anche un luogo dove mi ritrovo bene da solo ad ascoltare la musica. I posti che più adoro per le foto sono senz’altro la stazione del Brennero e la linea Ferroviaria del Bernina.

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Reputo il Brennero il luogo dove vorrei andare a vivere per eccellenza: il clima freddo, la stazione ricca di treni austriaci che mi affascinano tantissimo e la vicinanza con Innsbruck (ma questi ultimi due elementi, sono un’altra storia….) mi hanno sempre fatto uno strano effetto, effetto che non è svanito neanche nell’agosto del 2014 quando non curante della pioggia cominciai a fotografare ogni singolo treno e per cui mi presi un bel malanno. La linea del Bernina è semplicemente spettacolare, e sia d’estate che di inverno, dona sempre spettacoli grazie al perfetto equilibrio e sintonia in cui si trovano ferrovia e natura.

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L’ultimo luogo, il Transalpin, è forse stato quello più inaspettato di tutti. È un treno su cui ho viaggiato per arrivare alla mia adorata Innsbruck da Schwarzach St. Veit. È stata un’esperienza di viaggio unica grazie alla carrozza panoramica su cui ho viaggiato, di cui non sapevo neanche la presenza su quel treno! L’essere attorniato, seduto sul mio sedile, per circa 180 gradi da pareti vetrate, e la completa insonorizzazione e la quasi mancanza di altri viaggiatori mi ha permesso di ammirare il bellissimo paesaggio lungo cui la ferrovia si snodava, dalla gola del fiume subito dopo la partenza alla serie di curve vicino Kitzbuhel.

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Questi sono i miei luoghi, diversi tra loro ma alla fine collegati dallo stesso denominatore comune che è la ferrovia e la natura, specie quella montana. Purtroppo i miei luoghi, fatta eccezione per la trista e solitaria panchina del binario 24, sono tutti molto lontani, e quindi poterne godere a fondo è un lusso che posso permettermi ogni tanto. Riesco a sentire vicini i miei luoghi solo la sera, quando, grazie alle foto che riguardo e alla musica che ascolto e complice la normale “tristezza” che mette la notte, riesco a risentire tutte le belle sensazioni che provo quando sono li, nei luoghi nei quali riesco a “vivere il silenzio”, quello vero, quello in cui mi piace immedesimarmi quando ascolto Enjoy the silence dei Depeche Mode.

Alessandro

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