Venezia – Sestiere di Cannaregio

Venezia è un concentrato di arte e luoghi d’interesse nel minimo spazio. Ne uscirebbe un articolo lunghissimo, quindi ho deciso di dedicarne uno ad ogni Sestiere, cioè le zone in cui è suddivisa, iniziando da quello più esteso: Cannaregio.

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Cannaregio è la zona più popolata ma meno frequentata dai turisti che preferiscono gettarsi nel sestiere di S.Marco dove sicuramente ci sono più negozi di souvenir e roba attira turisti che non fa per me. Cartina alla mano ho esplorato la zona partendo dalla stazione ferroviaria, spingendomi verso il posto che avevo intenzione di visitare per primo e che in molti mi avevano consigliato: Il Ghetto Ebraico.

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Durante la Repubblica Veneta, gli Ebrei Veneziani, erano obbligati a vivere qui. La parola ghetto, proviene dal verbo “ghettare” cioè “affinare con le ghette” proprio perchè in questa zona si trovavano le fonderie per la produzione delle bombarde (pezzi d’artiglieria). La zona era già divisa di Ghetto Vecchio e Ghetto Nuovo. Quest’ultima (nonostante il nome è la parte più vecchia), ancora oggi, è un vera e propria isola, accessibile solo attraverso due ponti in cui è possibile vedere ancora i segni dei cancelli che venivano chiusi la notte, per impedire che gli Ebrei residenti nel Ghetto uscissero liberamente. Anche di giorno, nonostante l’apertura dei cancelli, dovevano girare con dei segni di riconoscimento. Questa segregazione non ha impedito comunque la crescita demografica e le abitazioni si sono estese in altezza, cosa che non si trova nel resto di Venezia. Oltre alle due zone, c’è anche il Ghetto Nuovissimo, non molto grande ma necessario per ampliare le residenze. Dicono sia una parte di Venezia poco visitata ma ho notato un gran via vai di turisti soprattutto al museo ebraico, alle Sinagoghe e di fronte al monumento per le vittime della Shoah.

Il giro prosegue verso le Fondamenta della Madonna dell’Orto perchè volevo vedere la chiesa da cui prende il nome. Ho sentito due storie riguardanti il suo nome; una dice che nell’orto della chiesa fu trovata la statua della Madonna, l’altra che questa scultura fu messa nell’orto del suo creatore perchè chi l’aveva commissionata non la voleva più e questa opera d’arte iniziò a fare miracoli. Quale che sia la giusta versione , so sicuramente che è in stile gotico, il mio preferito, e che al suo interno riposa il Tintoretto insieme ad alcune sue opere. (Qui trovate gli orari per visitarla)

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Per arrivare alla Strada Nuova, mi sono fermata al Campo dei Mori. Avevo letto qualcosa inerente a queste quattro statue incastrate negli edifici che davano il nome al campo ma non lo ricordavo, quindi mi sono seduta a terra ed ho cercato qualche informazione sul web: queste statue rappresenterebbero i fratelli Mastelli venuti dalla Grecia per commerciare spezie. Sappiamo, anche dai libri di scuola, che Venezia era la sede centrale del commercio e spesso questi commercianti, che venivano anche da lontano, avevano casa e la sede lavorativa li. Infatti anche questi fratelli pare risiedessero nella casa di fianco, che si affaccia sul Rio della Madonna dell’Orto.

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Questa zona è veramente priva di turisti ed era domenica, avrò incontrato forse 5 persone che fotografavano o con la cartina in mano, il resto erano tutti residenti. Una volta arrivata alla Strada Nuova, mi sono trovata in una situazione diversa: mandria di turisti chiassosi in ogni angolo._MG_8541Dovevo immaginarmelo visto che questa strada è segnata in giallo sulla cartina come tutti i percorsi turistici consigliati. Cercando di non inveire contro quelli che si bloccano in mezzo alla strada, quelli che ti pestano i piedi o che non si tolgono di mezzo quando stai facendo una foto; ho proseguito il percorso fermandomi ad osservare anche cose che non avevo in mente di vedere, come la Chiesa della Maddalena (in foto), nel campo omonimo, S Fosca e S. Felice. La strada come dicevo è ricca di negozi, locali, ristoranti…Io puntavo Ca’D’Oro che purtroppo aveva già chiuso al mio arrivo. Ca’D’Oro è un palazzo Veneziano adibito a museo della Galleria Franchetti, chiamato così per le parti in oro che ricoprivano la facciata. _MG_8543Inoltre il pavimento del portico al piano terra è in marmo, disegnato dallo stesso Franchetti che ha voluto, inoltre, marmi conosciuti ed usati in antichità invece di quelli moderni. Questo posso confermarlo visto che ho sbirciato da uno spioncino nella porta laterale. Cliccate qui per gli orari, io sono arrivata con eccessivo ritardo ma non stavo bene ed ho perso tempo. Da qui, dopo aver mangiato qualcosa al volo, sono tornata indietro e ammetto che neache i turisti mi hanno distratta dal godermi Venezia al calare del sole, quando tutte le luci si accendono e riflettono nei canali; le persone in giro diminuiscono ed il vociare arriva solo dall’interno dei locali…

Al prossimo sestiere 😉

Ne approfitto per ringraziare la mia amica Alessandra che ogni tanto capita da queste parti, Monica, Idee in Movimento e Looking for europe per i consigli preziosi ricevuti.

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Qualche consiglio su dove mangiare economico a Venezia, cliccando qui 😀

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11 commenti

  1. Ma che onore essere citata in questo articolo! Sono molto contenta che la visita a questo sestriere ti sia piaciuta! Per me è stata magica, ed è per questo che te l’avevo caldamente consigliato! 😊

  2. Candeggio è il mio sestriere preferito. L’ho trovato tranquillo e piacevolissimo. La vera essenza di Venezia. E tu con questo articolo e queste foto gli hai reso piena giustizia 🙂 Che voglia di tornarci.

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