Firenze in un giorno: itinerario a piedi

Un giorno per visitare Firenze camminando zaino in spalla e macchina fotografica al collo.

Il percorso che ho intrapreso è iniziato dalla stazione di Santa Maria Novella in una mattinata spruzzata d’acqua ed un cielo grigio. Dopo aver comprato una cartina impermeabile a 3€,  che ho qui accanto mentre scrivo, mi sono diretta verso Piazza dell’unità d’Italia avendo puntato come primo obiettivo il Duomo. (la cattedrale di s. Maria del Fiore)_MG_8072

La piazza era gremita di persone nonostante la giornata uggiosa, turisti a fare la fila per poter visitare la cattedrale, altri in giro a scattare foto da ogni angolo. Visto che si possono trovare informazioni architettoniche e artistiche ovunque, come per esempio che è la terza chiesa al mondo per grandezza, racconto brevemente una curiosità sulla sfera d’oro sulla cupola. Si racconta che Verrocchio, l’artista, soggiornò a Venezia in attesa del carico di bronzo per costruirla, aspettò il carico migliore e la palla fu issata in cima alla cupola del Brunelleschi nel 1471. Per anni comincerà ad essere attrazione di fulmini, fino al 1601 in cui viene colpita con più forza e rotola giù portandosi dietro pezzi della cupola. Lo schianto fu enorme visto che la sfera pesava sulle 18 tonnellate ed ancora oggi,a terra, c’è un cerchio di marmo nel punto esatto in cui è caduta.  (Altre informazioni e orari per la visita alla cattedrale cliccando qui) Girando intorno al Duomo, come ho fatto io, si può vedere questo cerchio di marmo bianco e proseguendo per Via de’ Calzaiuoli si arriva in piazza della Signoria, di fronte a Palazzo Vecchio.

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Il palazzo nasce come municipio, nella zona in cui erano posizionate alcune case, appartenute ai ghibellini che, sconfitti, avevano quasi del tutto abbandonato le abitazioni. Oltre a questo, forse in molti non sanno che alla destra dell’entrata, in basso, c’è scolpito un volto su pietra. Se capitate da quelle parti, fateci caso. Si dice che sia opera di Buonarroti e che ritragga il volto di un uomo che costantemente lo seguiva e lo fermava nell via accanto, quella che costeggia la Galleria degli Uffizi. Infatti sono praticamente uno vicino all’altro. (Cliccate qui per il sito degli uffizi) Essendo lunedi erano chiusi così ho proseguito verso Ponte Vecchio.

Non sono passata subito sul ponte ma  ho girato a sinistra per passare sul Ponte delle Grazie e fotografare l’arno da li mentre ascoltavo tre tipi toscani parlare e confrontarsi sulle proprie conoscenze sulla tecnologia. La pioggia mi ha abbandonata per un po’ lasciando che il sole facesse capolino tra una nuovola e l’altra, mentre percorrevo Via Lungarno Torrigiani per raggiungere Ponte Vecchio.

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Alla fine non potevo esimermi da una passeggiata, che è stata piuttosto veloce visto il caos di persone intente nello sport del selfie con l’asta, scolaresche rumorose e turisti incollati come gechi alle vetrine delle gioiellerie. Si perchè il ponte, fino al 1565 aveva negozi di altro tipo: macellai, fruttivendoli e altri  più “popolani”. In quell’anno pero’ ci fu la costruzione del Corridoio Vasariano che collegava il ponte con Palazzo vecchio e la vicinanza con Palazzo Pitti rendeva la zona frequentata maggiormente dai nobili che avrebbero apprezzato  negozi e botteghe più prestigiose, come appunto quelle degli orafi. Inoltre si dice che le finestre più grandi siano state un’idea di Mussolini che voleva mostrare ad Hitler, in visita a Firenze, la vista della città sul fiume. Pare sia stata questa stupenda visuale a risparmiare poi il ponte nel 44′ ma non Via Guicciardini, distrutta totalmnte, che ne consentiva l’accesso. Lo fa ancora oggi, infatti dopo un po’ di riposo mi sono allontanata dal caos percorrendo proprio questa via trovandomi ad osservare uno stupendo ed enorme palazzo, Palazzo Pitti  che affaccia sul’omonima piazza.

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Quando fu costruito era l’edificio più grande di Firenze ed era la dimora dei Medici ed i Savoia, oltre al Granducato di Toscana. E’ simpatico notare come le pietre che lo costituiscono non siano tutte della stessa grandezza e questo particolare viene attribuito alla voglia di superiorità di Luca Pitti, che lo commissionò, che si identificava nella pietra grande, a dispetto delle altre famiglie nobili, cioè le pietre più piccole. Se volete informazioni sulle mostre e le opere d’arte al suo interno cliccate qui. Il lunedì è chiuso anche lui, quindi ho preso una via12917963_599134473585728_1176937076_n laterale, Via Mazzetta, che mi ha condotto nella piazza del Santo Spirito per vedere l’omonima basilica. E’ l’ultima opera del Brunelleschi, costruita su un precedente convento agostiniano andato a fuoco. Una curiosità, forse nota a pochi, è che qui venne ospite Michelangelo a 17 anni. In questo luogo gli venne permesso di studiare i corpi umani attraverso i cadaveri dell’ospedale. Così apprese i segreti dell’anatomia umana e divenne insuperabile nei dettagli delle sue opere.

Ho mangiato all’osteria del Santo Spirito che consiglio, soprattutto perchè mi hanno portato, come benvenuto, dell’ottimo pane con una salsa da spalmare. Il cielo era di nuovo grigio ma ho ripreso lo zaino e sono tornata indietro per cercare di entrare nei Giardini di Boboli, motivo per cui ero arrivata in quella zona. Nell’epoca dei De Medici, il giardino non era visitabile, solo loro godevano della sua bellezza, ma grazie al Granduca Leopoldo ed i Lorena, divenne accessibile ai cittadini di Firenze. Se volete, ho dedicato interamente questo articolo ai Giardini.

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L’ora era tarda, visto che ho passeggiato e riposato molto in questo “museo a cielo aperto”; non sapevo quanto ci avrei messo per tornare alla stazione quindi  ho iniziato a camminare cercando una zona alternativa da percorrere ed ho scelto quella giusta: poche persone, palazzi stupendi e pochi turisti. Tutto questo in Via Maggio che mi ha portata allo stupendo Ponte della Santa Trinità e l’omonima piazza. Molte persone all’inizio del ponte ma poche su di esso, solo qualcuno che gustava un gelato in tranquillità guardando il panorama.

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Mi sono fermata anche io a fotografare e riposare scambiando qualche occhiata e sorriso con dei bambini finchè non ho preso Via Tornabuoni e la piccola Via del Sole dove ho incontrato turisti appena arrivati in cerca del loro albergo che si trascinavano dietro i pesanti trolley. Un’occhiata all’orologio mi fa notare  che è presto per andare a sedermi in stazione così ho raggiunto la chiesa di Santa Maria Novella, mi sono seduta  insieme a tanti altri sulle panchine moderne li di fronte ad osservare il flusso di persone andare e venire e quelli che parlavano tra di loro anche a voce un po’ troppo alta da riuscire a sentirne i discorsi e godermi l’accento toscano. Pensavo a come la giornata fosse volata, a quante cose stupende abbia visto e quante ne abbia tralasciate. Le nuvole si erano spostate proprio nell’ora in cui il sole tramontava, troppo tardi per riscaldare l’aria più fresca per via del vento ed io avevo bisogno di riprendere il giacchetto nello zaino. Lo avrei fatto  poi in stazione, seduta in attesa del numero del binario mentre proseguivo la lettura del mio libro.

_MG_8087La chiesa di Santa Maria Novella, figlia dell’architettura di Leon Battista Alberti, è da sempre sfondo di eventi, mercati e concerti, oltre che meta indiscussa dei turisti vista la vicinanza con la stazione ed il centro storico. I turisti vengono rapiti dalla bellezza della facciata ma dovrebbero prestare attenzione anche a due oggetti posti li: la meridiana e la sfera armillare, installate ed usate da Ignazio Danti, astronomo e matematico.

 

– La mia esperienza improvvisata a Firenze è andata così… Avete consigli su cosa vedere ed in quali zone andare, in una prossima visita? Sia zone turistiche che ho tralasciato che quelle meno frequentate ma che meritano.. 🙂 Grazie!!

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