Gouffre, Beer and friets!

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Torniamo un passo indietro, al momento emozionante dello studio della guida e della ricerca testarda sul web.

“Piatti tipici” è quello che cerco subito dopo l’aereo e l’albergo. Si ok vado anche a vedere i musei, l’architettura, le persone…ma dovrò mangiare prima o poi!

Le Gouffre, uno dei dolci tipici del Belgio; e no, non sono i waffle, perchè quelli hanno un impasto differente. Ammetto di averlo letto e di non averci creduto, cedevo fosse la solita contestazione patriottica, invece dopo averlo assaggiato a Londra e poi in Belgio posso confermare che l’impasto è diverso, anche solo per lo zucchero a palline che non si scioglie e te lo ritrovi che scrocchia sotto i denti.

A quanto pare, quando arrivi in uno dei tanti negozi, stand o semplici camioncini per la strada, che vendono gouffre devi decidere quale tipo vuoi. Ogni città del Belgio ne fa di diversi: più dolce, più salato, con lo zucchero a palline, senza condimenti etc.. Decidete il vostro preferito e mangiatene tutti!

Noi abbiamo provato con il caramello sopra e le semplici fragole. Allora, qui ci scappa la precisazione: io volevo metterci il mondo sopra e pure il tizio che me lo stava preparando, ma stavo male e volevo evitare di correre come una squilibrata in cerca di un bagno; così ho optato per fragole e basta. Un po’ di cioccolato avrebbe creato la perfezione.

Va bene, non pensiamoci, l’impasto era talmente buono che avrei potuto mangiarlo senza nulla. Se state leggendo questo articolo perchè dovete andare in Belgio vi consiglio Chez Albert, in una vietta accanto alla piazza principale di Bruges. Quattro euro spesi bene, ve lo assicuro!

Dopo una pausa sulla panchina gustandomi questa prelibatezza mentre osservavo la marmaglia di turisti in lungo ed in largo, ho deciso di continuare il giro spostandomi verso la Riva degli specchi (ne parlerò in un’altra occasione) per cercare, nascosto in una vietta, il più vecchio pub d’Europa che quest’anno compie la bellezza di 500 anni.

Si chiama Herberg Vlissinghe e serve anche da mangiare.

A vederlo da fuori non gli dareste un euro, ma aspettate di entrare….

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Qui mi sono fatta consigliare una birra tra la lista di quelle locali, la ragazza al bancone me ne ha suggerita una dicendo fosse la sua preferita e mi sono fidata. Solo dopo ho letto la gradazione alcolica: NOVE gradi. 😀 Alle due del pomeriggio mi ha stroncato le gambe, ma era buonissima.

Ovviamente pagata ad un prezzo alquanto basso, anche lei quattro euro, ed era una delle più costose. Vengono servite nei loro bicchieri specifici, con il nome sopra, per far si che ognuna mantenga il sapore originale.

Mi raccomando il locale non è molto grande quindi andate presto per accaparrarvi il posto, o tardi come ho fatto io. Vi sembrerà di essere tornati indietro nel tempo, li dentro si è davvero fermato al 1515. Se non fa freddo, potete sedervi fuori, ci sono anche dei tavolini all’esterno.

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Se non fossi stata male avrei mangiato ed assaggiato di più di ognuno di loro ma non mi lamento, alla fine la soddisfazione me la sono tolta!! La cioccolata, altro cibo tipico l’ho solo comprata e portata a casa, ma non sono una patita di cioccolata quindi posso dirvi che, si è buona ma per me è indifferente; non sarei una brava opinionista sul tema cioccolata.

Nonostante i malesseri non mi abbiano abbandonata in quei giorni, in verità neanche adesso, non mi sono tirata indietro di fronte ad un altro piatto tipico, le friets, patate fritte!

Io ho una vera dipendenza da patatine fritte, le sogno giorno e notte, le mangerei anche a colazione e ci farei l’intero menu se potessi. Le adoro proprio come le mangiano loro, con la maionese e ne fanno un uso sconsiderato. Comincio a pensare di essere stata una di loro in una vita passata.

Belle dorate, croccanti fuori e morbide dentro. Una bella porzione da 2,15 euro (misura  piccola) e praticamente ci ho cenato.

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Queste le ho mangiate a Gand ma si trovano friggitorie ovunque, sopratutto nel centro storico. Questo posto stava a metà tra il centro di Gand e la stazione ma non trovo lo scontrino, quindi non posso scrivere il nome del negozietto. Anche a Bruges era pieno di posti dove friggevano patatine fritte, sopratutto nella piazza principale.

Insomma, la mia adorazione per il cibo non si ferma, anzi viene triplicata quando vado in giro.

Che fai, non lo assaggi?

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